Il Vulcano Marsili

15 Lug

In alcuni post precedenti abbiamo parlato sia del terremoto avvenuto ad Ischia che del meteotsunami formato nel basso tirreno, in particolare a Gaeta con onde alte 1 metro:

“Terremoto” anche ad Ischia

Ora anche gli Tsunami in Italia

In particolare, abbiamo visto come il terremoto di Ischia sia in realta’ un evento di bassa intensita’ registrato ad una profondita’ di 480 Km, mentre lo tsunami altro non era che un meteotsunami formato in particolari condizioni sia meteo che geomorfologiche del bacino.

Anche se questi eventi sono compresi, su alcuni siti, vengono dichiarati come straordinari e vengono messi in relazione con il risveglio del vulcano Marsili.

Da quanto detto, sappiamo che l’origine di questi eventi non e’ affatto straordinaria, ma queste voci ci offrono la possibilita’ di parlare appunto del vulcano Marsili che non tutti potrebbero conoscere.

La posizione del Marsili rispetto anche agli altri vulcani emersi nel Tirreno.

Il Marsili e’ appunto un vulcano sottomarino facente parte della cosidetta fascia Eoliana. Si trova a circa 140 Km a nord della Sicilia e a 150 Km a ovest della Calabria. Il Marsili ha una larghezza di circa 30 Km ed una lunghezza di ben 70 Km. Anche se molti potevano ignorare la sua esistenza, il Marsili e’ il piu’ esteso vulcano d’Europa. La sua altezza e’ di circa 3000 metri dal fondo marino, e la sua sommita’ arriva a 450 metri dal livello del Tirreno.

Questo vulcano venno scoperto intorno al 1920, ma uno studio specifico venne iniziato soltanto nel 2005 per opera del CNR.

Il Marsili e’ un vulcano attivo e su i suoi fianchi si stanno sviluppando numerosissimi apparati vulcanici secondari. Secondo gli esperti, l’attivita’ vulcanica del Marsili  e’ iniziata circa 200000 anni fa.

Nel febbraio del 2010, la nava oceanografica Urania del CNR ha individuato rischi di crolli potenzialmente pericolosi sui fianchi del Marsili. Il dato piu’ importante e’ che, data la struttura attuale del vulcano, si potrebbe verificare, come gia’ accaduto in altri casi, un esteso collasso in un unico evento del crinale del Marsili. Inoltre, e’ stata individuata una regione estremamente grande della sommita’ del vulcano composta da rocce di bassa densita’. Anche questo potrebbe portare ad un collasso con ampia fuoriuscita di magma.

Da quanto detto, e’ facile capire il perche’ i nuovi eventi registrati ad Ischia e Gaeta siano stati attribuiti ad un aumento dell’attivita’ vulcanica del Marsili. Anche escludendo queste correlazioni, il Marsili e’ un vulcano potenzialmente pericoloso che dovrebbe essere tenuto sotto controllo. Un eventuale collasso del vulcano o un aumento della fuoriuscita di magma, potrebbe innescare terremoti e maremoti nel Tirreno di grande intensita’.

Come dichiarato da Enzo Boschi in un’intervista del 2010 sul corriere della Sera, un collasso del Marsili scatenerebbe un potente tsunami che investirebbe le coste della Campania, della Calabria e della Sicilia provocando enormi disastri.

Detto questo facciamo il punto della situazione. Il Marsili e’ un vulcano attivo e potenzialmente pericoloso. Per la sua struttura morfologica e strutturale, un collasso di questo gigante potrebbe avvenire anche domani. Proprio per questo motivo, molti istituti di ricerca monitorano continuamente questo vulcano.

Non e’ invece vero che il vulcano si e’ risvegliato in questi ultimi mesi causando i terremoti dell’Emilia, di Roma e di Ischia. Il vulcano e’ gia’ attivo, ma comunque non puo’ essere messo in relazione con questi eventi. Anche lo tsunami di Gaeta non e’ stato causato dal Marsili, ma bensi’ rientra nella categoria dei meteotsunami, di cui abbiamo gia’ parlato.

Ad oggi non vi sono evidenze di un intensificarsi dell’attivita’ vulcanica del Marsili. Come detto, questo non esclude che la sua attivita’ possa aumentare nei prossimi tempi. Monitorare il Marsili, cosi’ come tutti i vulcani potenzialmente pericolosi anche sulla terraferma, e’ l’unico modo per fare prevenzione. Non possiamo certo pensare di spegnere un vulcano e di tapparlo per sempre. Possiamo pero’ tenere queste bombe sotto controllo ed organizzare dei piani di emergenza in modo da limitare al massimo i danni.

Ripetiamo per l’ultima volta, non vi sono evidenze che il Marsili possa causare danni e distruzione nel 2012, e possiamo altresi’ escludere ogni possibile correlazione tra questo vulcano e gli ultimi terremoti avvenuti in Italia.

In questo caso abbiamo trovato un evento verosimile per il 2012. Anche se non vi e’ evidenza che qualcosa possa accadere il 21 Dicembre, queste voci hanno un fondamento reale. Esistono altri eventi indicati per il 2012 che potrebbero veramente accadere? Scopriamolo insieme leggendo Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

 

 

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